Bonus bancomat: come funziona, a chi spetta e quanto


August 28, 2021

Addio Cashback, arriva il bonus bancomat”. In molti avrete letto in questi giorni una notizia relativa a questo bonus bancomat, che prenderebbe in qualche modo il posto del Cashback di Stato, introdotto dal governo Conte e poi eliminato da Draghi, la cui seconda tranche è in pagamento proprio in questi giorni .

Bonus bancomat: il piano di Draghi contro l’evasione fiscale

Obiettivo del governo Draghi è favorire, com’è stato per l’esecutivo precedente, l’utilizzo di metodi di pagamento elettronici, come carte di credito e bancomat, per ridurre la circolazione di contante e dunque contrastare l’evasione fiscale.

In queste settimane il premier e la sua squadra sono al lavoro su nuove misure per la lotta all’evasione e la riduzione della perdita di gettito, il cosiddetto tax gap, cioè il divario tra le imposte incassate e quelle che invece sarebbero incassate in un regime di totale rispetto della legge e degli adempimenti fiscali.

L’esecutivo mira a risanare il divario, anche attraverso i fondi che arriveranno all’Italia grazie al Recovery plan. La road map di Palazzo Chigi prevede una vera e propria riforma fiscale legata al Pnrr, che avrà come fondamenta la lotta agli evasori.

Il divario dovrà essere diminuito entro il 2023 del 5% rispetto al dato del 2019, e nel 2024 del 15%. Una cifra che tra tre anni raggiungerà dunque i 12 miliardi di euro, vista a ribasso perché non tiene conto di alcune imposte 

Bonus bancomat: cos’è e come funziona

Per quanto riguarda il bonus bancomat, iniziamo subito col dire che non si tratta, in realtà, di due bonus realmente confrontabili, perché mentre il Cashback si rivolgeva a tutti, il bonus bancomat, o POS, si rivolge invece solo ai rivenditori. Ma vediamo di spiegare bene di cosa si tratta.

La legge 23 luglio 2021, n. 106 ha modificato l’articolo 22 e introdotto l’articolo 22-bis al decreto-legge 26 ottobre 2019, prevedendo due cose:

  • un aumento del credito d’imposta sulle commissioni
  • un nuovo bonus POS, fino a 160 euro o 320.

Il primo aspetto riguarda l’aumento al 100% del credito d’imposta riconosciuto agli esercenti attività di impresa, arte o professione, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di consumatori finali e che adottino strumenti di pagamento elettronico.

In pratica, viene portato dal 30% al 100% il credito d’imposta riconosciuto agli esercenti per le commissioni addebitate in caso di pagamento con bancomat, carte di credito, prepagate e altri strumenti di pagamento tracciabili.

Il secondo aspetto riguarda il riconoscimento di un credito d’imposta agli esercenti attività di impresa, arte o professione che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di consumatori finali e che, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano POS, cioè strumenti che consentono forme di pagamento elettronico collegati agli strumenti di pagamento evoluto.

Il credito è utilizzabile anche a fronte delle spese di convenzionamento e alle spese sostenute per il collegamento tecnico tra di essi. Ma attenzione: il bonus bancomat spetta per l’acquisto di Pos a patto che questi strumenti si colleghino ai registratori di cassa, e l’importo sarà parametrato in base ai ricavi e compensi del richiedente.

Bonus bancomat: come si calcola e quanto spetta

Bonus bancomat fino a 160 euro: a chi spetta

Il credito d’imposta per l’acquisto, noleggio o utilizzo dei POS è riconosciuto nel limite massimo di 160 euro per soggetto, con queste soglie:

  • 70% per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200 mila euro;
  • 40% per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 200 mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • 10% per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Bonus bancomat fino a 320 euro: a chi spetta

Il credito d’imposta sale invece fino a 320 euro per chi si dota di strumenti evoluti di pagamento elettronico, che consentono anche la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Si tratta di novità legate all’avvio delle semplificazioni IVA per chi adotta strumenti evoluti di incasso. Questi soggetti, a partire dall’1° luglio 2021, sono anche  esonerati dagli obblighi legati allo scontrino elettronico: memorizzazione e trasmissione dei dati saranno effettuati in un’unica operazione, all’atto del pagamento.

L’importo è così strutturato:

  • 100% per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200 mila euro;
  • 70% per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 200 mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • 40% per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Bonus bancomat: come ottenerlo

Entrambi i crediti d’imposta non concorrono alla formazione del reddito e potranno essere utilizzati esclusivamente in compensazione dopo il sostenimento della spesa.

Diversamente dal Cashback, dunque, per il bonus bancomat non serve alcuna domanda da inoltrare né nessuna procedura da seguire per farne richiesta.

Gli esercenti potranno semplicemente richiedere il credito di imposta in fase di dichiarazione dei redditi. Loro o i loro commercialisti dovranno solo inviare all’Agenzia delle entrate i documenti relativi alle spese di utilizzo, acquisto o noleggio del POS.

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