Caos sulla chiusura delle aziende, la serrata scatta solo mercoledì e stop di Confindustria (allegato codici attività autorizzate)


marzo 22, 2020

Dopo l'annuncio di Conte sono pervenute a Palazzo Chigi richieste di esenzioni dallo stop e correttivi al decreto. Richieste passate al ministero dello Sviluppo economico per valutazioni andate avanti per tutta la mattina e il pomeriggio. Sindacati sul piede di guerra

Dpcm che blocca le attività non essenziali   

L'allegato con tutti i codici delle attività autorizzate 

Le richieste degli industriali entrano nel Dpcm per la serrata delle attività non essenziali, mentre la conta dei decessi da Coronavirus flette leggermente nella giornata di domenica 22 marzo. 

La stretta fino al 3 aprile varrà da lunedì 23 marzo, ma fino a mercoledì 25 sono stati concessi alle imprese due giorni in più per spedire la merce in giacenza. Il testo bollinato e pronto per la Gazzetta ufficiale consente infatti le attività a ciclo continuo, previa comunicazione al prefetto che potrà però tornare sui suoi passi.  Aperti anche gli impianti della difesa e dell'aerospazio. E sono sempre consentite la produzione, il trasporto e la vendita di farmaci, alimentari, prodotti agricoli, nonché i lavori di pubblica utilità e le edicole con tutti i mezzi di informazione. Per tutte le attività commerciali e industriali sospese vale comunque la possibilità di proseguire da remoto con il telelavoro.

Quando ieri sera Giuseppe Conte si è presentato su Facebook per annunciare la serrata lo schema del nuovo Dpcm e la lista con le industrie coinvolte era pronta.

L'assenza di un testo definitivo a distanza di ore, fautrice di polemiche per la confusione generata tra le imprese in attesa di capire come regolarsi da lunedì 23 marzo, sarebbe da imputare alle richieste arrivate dal mondo industriale a Palazzo Chigi per giustificare la necessità di mantenere i propri stabilimenti aperti, invocando la rilevanza strategica oppure ragioni legate al tipo di attività. Motivazioni riassunte dalla lettera inviata al premier dal presidente di Confindustira, Vincenzo  Boccia, con la richiesta di correttivi. 

Le richieste sono quindi state inviate al ministero dello Sviluppo economico per valutare possibili integrazioni e modifiche all'elenco della attività permesse e garantite dalla prima bozza "incompleta e non ufficiale", secondo la definizione data dal Mef, circolata già pochi minuti prima del discorso di Conte.

Si è allungato, perciò, l’elenco delle attività che potranno restare aperte, che ora comprende ben 80 voci. La stretta si è fatta meno rigida dopo l’intervento di Confindustria e delle altre associazioni di categoria. Nella lista diffusa in allegato al Decreto appena firmato dal premier Giuseppe Conte, ora per esempio  sono comprese anche le attività di estrazione del carbone e di greggio e gas naturale.

Concesso anche tenere aperti gli alberghi e le attività ricettive, un'aggiunta curiosa, alla luce del divieto di spostarsi tra un Comune e l'altro e l'assenza di turismo. Il permesso potrebbe essere stato concesso per ospitare medici e altri specialisti arrivati di rinforzo ai colleghi impegnati nelle zone più crticihe. Via libera  alla produzione di imballaggi in legno, e di imballaggi in generale per conto terzi.

Tra i servizi, potranno restare aperti gli studi legali e quelli di architettura. L’elenco dei servizi essenziali nella prima stesura non comprendeva la fabbricazione di bare, che ora invece torna a essere considerata essenziale. Concessa, infine, la convivenza nello stesso domicilio per i lavoratori domestici impiegati anche in attività famigliari.

Ma i sindacati non ci stanno e annunciano scioperi nelle aziende che il governo aveva assicurato chiudessero. 

Questo fino ad oggi, domani è un altro giorno.

Fonte: milanofinanza

                                45188BE6-6709-4892-9756-F38FB7080A67.jpeg (1.25 MB)

Commenti(0)

Log in to comment