La Germania sperimenta il reddito universale: 1200 euro al mese per tre anni, senza condizioni


September 01, 2020

Il reddito universale serve a ridurre povertà e disuguaglianze o può fare più male che bene? Per tentare di dare una risposta a questi interrogativi l’Istituto tedesco di ricerca economica ha lanciato un progetto triennale che coinvolgerà 120 persone: i partecipanti riceveranno 1200 euro al mese senza alcuna condizione – una cifra appena al di sopra della soglia di povertà in Germania – e la loro esperienza verrà comparata a quella di un gruppo di controllo di 1380 persone, che invece non riceveranno nulla.

 A finanziare lo studio, chiamato semplicemente Basic Income Pilot Project (progetto pilota sul reddito di base) sarà Mein Grundeinkommen, una ong berlinese attiva sul tema che ha raccolto oltre 140mila donazioni di privati: ai partecipanti verrà richiesto di completare, nel corso del triennio, sette questionari online sulle loro vite, sulla loro situazione lavorativa e sul loro stato emotivo, per verificare se il fatto di ricevere una cifra a mo’ di reddito universale possa avere un impatto e di quale entità. L’idea che i cittadini di uno Stato possano ricevere una somma di denaro ogni mese – tendenzialmente dallo stesso governo – indipendentemente dal loro reddito o dalla loro situazione lavorativa ha sempre suscitato pareri opposti: i sostenitori del reddito universale argomentano che una misura del genere può ridurre le disuguaglianze e migliorare il benessere, assicurando alle persone una maggiore sicurezza finanziaria, mentre i detrattori lo ritengono un provvedimento costoso e che scoraggia le persone dal cercarsi un lavoro.

“Finora il dibattito su questo tema si è sviluppato come un salotto filosofico nei tempi buoni e una guerra santa in quelli meno buoni”, ha spiegato il responsabile dello studio, Jürgen Schupp, allo Spiegel: per lo studioso gli argomenti chiave di detrattori e sostenitori riflettono quasi sempre una serie di cliché, che però “incidentalmente si riversano nelle simulazioni economiche come supposizioni sui costi e sui benefici di questa misura”. Per questo “possiamo migliorare il dibattito sul tema, rimpiazzando questi stereotipi con una serie di dati che derivano dall’osservazione empirica”.

L’esperimento ha subito suscitato un interesse eccezionale: in una settimana oltre un milione e mezzo di volontari hanno dato la loro disponibilità a partecipare. In tutto i 120 beneficiari riceveranno 43.200 euro per tre anni, portando il costo totale dell’esperimento a 5,2 milioni di euro.“Osserveremo come si comportano le persone durante un periodo di sicurezza economica garantita”, ha precisato Schupp. I partecipanti spenderanno tutto o metteranno da parte qualcosa? Lavoreranno meno o smetteranno del tutto? Doneranno qualcosa ad altri o terranno tutto per sé? A queste e ad altre domande i ricercatori puntano a trovare risposte. “Il nostro studio non riuscirà certamente a dirimere tutte le questioni sul reddito universale”, ha ammesso Schupp, che però è interessato a un aspetto in particolare: in che modo il denaro influenza il comportamento delle persone? Per il ricercatore “questa è una domanda avvincente dal punto di vista scientifico, e al momento non ci sono studi seri che abbiano analizzato questo tema”.

Quella tedesca non è la prima esperienza di reddito universale incondizionato. In Finlandia per due anni il governo ha elargito a 2000 cittadini disoccupati un contributo di 560 euro mensili chiedendo loro di frequentare corsi per reinserirsi nel mondo del lavoro: i risultati sono stati ambigui, con lievi differenze tra i beneficiari e il gruppo di controllo per quanto riguarda l’occupazione. Un progetto pubblico simile in Canada è stato sospeso dopo pochi mesi a causa dei costi: di recente la Spagna ha fatto sapere di avere allo studio l’introduzione di un reddito di base per aiutare i più poveri dopo la pandemia, mentre in Kenya è da poco partita una sperimentazione che durerà 12 anni, con varie tipologie di finanziamento. Tutti studi che potranno fornire dati nuovi e interessanti, su un tema che finora i decisori non hanno affrontato se non in maniera marginale.

                                               disposisitivi anticovid di sicurezza a norma

businessinsider

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