Le 5 proposte di Facebook per regolare social network e big tech


febbraio 18, 2020

Incentivi alle imprese; regole interoperabili; stop alla censura; uso della tecnologia per moderare i contenuti e criteri unici: ecco il manifesto di Mark Zuckerberg

Un anno fa il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha proposto regole uguali per tutti gli operatori online su violenza e fake news, privacy, portabilità dei dati, tutela delle elezioni. A distanza di dieci mesi da quel manifesto e al ritorno del patron da un vertice con la Commissione europeaper trovare un’intesa su norme comuni, il social network ha diffuso un libro bianco che contiene alcune questioni aperte sulla regolamentazione online e proposte di linee guida.

Il documento, intitolato Charting a way forward: online content regulation, mette a fuoco quelle che Facebook ritiene le questioni più urgenti da risolvere. Primo: preservare la libertà d’espressione pur intervenendo contro i discorsi di odio online. Secondo: aumentare il controllo sulle piattaforme di internet. Terzo: stabilire gli obiettivi delle norme sul web. Quarto: decidere se affidare o meno a una legge la definizione di contenuto dannoso online. Una strada che potrebbe aprire a forme di censura.

Le soluzioni di Menlo Park, abbozzate nelle linee guida, prevedono in primis incentivi per spingere le aziende a “bilanciare responsabilmente valori come la sicurezza, la privacy e la libertà di espressione”. Inoltre, siccome internet è una rete globale, serve che regolamenti e leggi siano interoperabili di stato in stato. Occorre poi scongiurare forme di censura, considerando “gli impatti delle decisioni sulla libertà di espressione” e sviluppando una “comprensione delle capacità e dei limiti della tecnologia nella moderazione dei contenuti”. Infine bisognerebbe introdurre criteri di proporzionalità e necessità per decidere come cancellare contenuti ritenuti violenti.

Il manifesto di Zuckerberg arriva in contemporanea al suo incontro a Bruxelles con tre commissari europei: Margrethe Vestager, responsabile di digitale e concorrenza; Vera Jourová, a valori e trasparenza; Thierry Breton, con delega all’industria. I vertici comunitari hanno fatto intendere che, se non saranno le aziende del digitale ad autoregolarsi, l’Unione potrebbe procedere a nuove norme per difendere cittadini, utenti del web e imprese.

Fonte: wired

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