Le notizie negative non sono una condanna per le azioni


September 26, 2020

Da recessioni e tassi elevati di disoccupazione a controversie geopolitiche e lotte regionali, quest’estate le cattive notizie non hanno davvero scarseggiato. Ciò nonostante, le storie negative non hanno impedito alle azioni mondiali di salire a partire dalla fine di marzo, sbalordendo molti commentatori finanziari seguiti da noi per l’apparente mancanza di collegamento. Secondo Fisher Investments Italia, tuttavia, per salire le azioni non hanno bisogno di un mondo perfetto, e neanche di buone notizie.

Nelle pubblicazioni finanziarie mondiali che seguiamo, vediamo spesso allarmi riguardo a certi tipi di notizie che potrebbero far crollare le azioni. Tra gli esempi più comuni ricordiamo i dati deboli dell’economia, per esempio la dichiarazione di un PIL (prodotto interno lordo, una misura governativa della produzione economica) deludente. Alcuni ritengono che sviluppi politici, per esempio la conquista del potere da parte di una figura politica o un partito specifico, possono nuocere alle azioni. Altri avvertono che tragedie umane, quali disastri naturali o attacchi terroristici, compartano problemi per i mercati. La ricerca di Fisher Investments Italia mostra che la realtà è più complessa. Non vogliamo dire che le notizie negative non abbiano effetti sulle azioni; per esempio, se dovesse scoppiare una guerra mondiale, è da prevedere che le azioni reagirebbero negativamente. Analogamente, una storia preoccupante può distruggere il sentiment degli investitori, alimentando cali nel breve termine. Tuttavia, nei mercati rialzisti (lunghi periodi di rialzo generale dei mercati azionari), questi fattori apparentemente negativi creano quello che molti chiamano un “muro di preoccupazioni” che le azioni devono scalare. Costituiscono il contesto pessimista citato nel celebre detto di Sir John Templeton: “I mercati rialzisti nascono nei momenti di pessimismo, crescono circondati da scetticismo, maturano in fase di ottimismo e muoiono nell’euforia”.

Esiste un motivo per cui le notizie negative non pesano permanentemente sulle azioni: secondo Fisher Investments Italia, le azioni scontano efficacemente informazioni già ampiamente note, vale a dire che incorporano rapidamente le informazioni nei prezzi delle azioni. Tali informazioni includono opinioni di esperti, previsioni di analisti e altre interpretazioni delle notizie, che modellano tutte le aspettative degli investitori e contribuiscono a formulare le loro decisioni. Oltre agli investitori umani, che seguono le notizie e reagiscono di conseguenza, anche gli algoritmi informativi fanno un trading automatico basato su varie informazioni. Questi programmi, che riflettono gli orientamenti delle persone che li hanno creati, possono effettuare compravendite immediate di titoli in base a una miriade di fattori diversi, che vanno dalla volatilità del mercato alle storie di tendenza nei social media. Con questa elaborazione istantanea e costante delle informazioni, i prezzi delle azioni rifletteranno già quanto ampiamente discusso. Qualsiasi cosa sia in un determinato momento un motivo di preoccupazione per un investitore, è molto probabile che abbia già avuto una reazione da parte di molti altri investitori, e si sia riflesso nel trading. Alcuni comprano mentre altri vendono, e i prezzi sono pertanto un prodotto di tutte le opinioni e le previsioni contrastanti. Il risultato è il verdetto del mercato riguardo alla possibilità che questi motivi di timore costituiscano realmente un rischio rilevante per gli utili delle società nel prossimo futuro.

Prendiamo in considerazione la stagione degli utili nel secondo trimestre delle società statunitensi, ovvero il periodo in cui le società quotate in borsa dichiarano dati che includono utili, ricavi e previsioni per aprile, maggio e giugno. Prima che cominciassero a essere pubblicate le relazioni ufficiali, FactSet aveva già stimato che gli utili delle società appartenenti all’indice S&P 500 sarebbero crollati del 43,8% rispetto allo stesso periodo del 2019 .Il motivo principale era ben noto: la chiusura dell’economia mondiale imposta dalle istituzioni per contenere la pandemia del COVID-19 ha bloccato di colpo le aziende di tutto il mondo. Quando ciò è avvenuto, svariate società hanno segnalato che la loro redditività sarebbe crollata, e gli analisti hanno estrapolato questi allarmi in tutta l’America societaria. Queste informazioni hanno determinato le aspettative degli investitori prima che le società comunicassero le cifre del T2, per cui la conferma ufficiale delle cattive notizie non ha colto di sorpresa. Giugno e luglio sono stati i mesi centrali per la stagione delle dichiarazioni, considerando che entro il 31 luglio il 62% delle aziende ha riportato i risultati del T2 .È risultato che gli utili delle società nell’indice S&P 500 sono crollati del 35,8% . Nello stesso arco di tempo, tuttavia, i mercati sono saliti del 7,7% .Le relazioni degli utili deludenti hanno confermato il danno che, a nostro parere, i mercati avevano già scontato nei prezzi durante il calo invernale.

Crediamo che una spiegazione logica analoga valga per gli annunci del PIL. Dal momento in cui sono iniziati le misure di confinamento, gli analisti finanziari che seguiamo hanno segnalato il pericolo di una grave contrazione dell’economia. A nostro avviso, ciò era parte integrante di quanto i mercati avevano assimilato a febbraio e marzo. Le previsioni professionali per il PIL del T2 erano state in circolazione per mesi ed erano tutte disastrose. Quando l’Eurostat ha riportato ufficialmente una contrazione su base trimestrale del PIL dell’eurozona per il secondo trimestre pari al 12,1%, riteniamo che anche questo abbia semplicemente confermato ciò che era previsto da tutti .

In base alla ricerca di Fisher Investments Italia, le azioni sono predittive e tengono conto principalmente dei fattori economici e politici che influiranno sugli utili delle società nei prossimi 3-30 mesi, non delle notizie preoccupanti all’ordine del giorno. Il sentiment, tuttavia, ha un ruolo critico nell’influire sulle aspettative degli investitori, e le notizie riflettono frequentemente il sentiment prevalente, per esempio, all’inizio dei mercati rialzisti, tende ad essere ampiamente pessimista. Le notizie finanziarie mettono spesso in guardia dal fatto che il rally del mercato non è sostenibile o che dietro l’angolo incombe un nuovo mercato ribassista, analogamente alle avvertenze che stiamo constatando attualmente. Un pessimismo prevalente grava sulle aspettative e fa sì che restino costantemente depresse. Se la realtà si dimostra invece meno nera di quanto temuto, il sollievo che ne risulta potrebbe costituire una sorpresa positiva che fa salire i prezzi delle azioni, un andamento comune nelle fasi iniziali dei mercati rialzisti. Fisher Investments Italia ritiene che monitorare la corrispondenza tra le notizie e le aspettative possa essere una pratica preziosa per gli investitori.

Fisher Investments Italia è la denominazione commerciale utilizzata dalla succursale di Fisher Investments Ireland Limited operante in Italia (“Fisher Investments Italia”).

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