Lo chef Massimo Bottura nominato ambasciatore dell’Onu contro lo spreco alimentare


September 30, 2020

L’Onu sceglie lo chef Massimo Bottura come Goodwill Ambassador nell’ambito del Programma UNEP per l’ambiente. Unico italiano tra i sette “ambasciatori di buona volontà”.

58 anni, avvocato mancato, con la sua Osteria Francescana di Modena, Bottura ha conquistato per ben due volte la classifica dei migliori ristoranti del Pianeta. È lo chef italiano più famoso nel mondo. Ma è per il suo impegno sociale che l’Onu lo ha scelto. Convinto che gli chef abbiano un grande potere anche fuori dalle cucine («Insieme possiamo guidare il cambiamento e costruire un mondo migliore» ha dichiarato), nel 2015 Bottura ha aperto il primo refettorio per i bisognosi a Milano. E dall’Italia ha poi portato le sue mense solidali anche in Francia, Regno Unito e oltreoceano, dagli Stati Uniti al Messico. Nel 2016 ha fondato l’organizzazione no profit Food for Soul, insieme alla moglie Lara Gilmore, contro lo spreco alimentare, a favore dell’inclusione sociale.

Per quel progetto, Bottura ha ricevuto il Compasso d’Oro 2020. «Nutre il corpo e conforta lo spirito» recita la motivazione. E per lo stesso progetto l’Onu lo ha scelto oggi. La nomina arriva in occasione della prima Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari.

«Se riusciremo a utilizzare tutti gli ingredienti al massimo potenziale, ridurremo la quantità di rifiuti e impareremo a fare la spesa in modo più efficiente» ha commentato Bottura. Ancora oggi, nel mondo, un terzo un terzo del cibo prodotto viene sprecato. La perdita genera l’8% delle emissioni globali di gas serra. E più di 800 milioni di persone soffrono la fame. «Nel mio ruolo di Goodwill Ambassador, lotterò per porre rimedio a questa vergogna globale». Cucinare deve essere una scelta etica, non solo una questione di gusto, secondo Bottura. Che con i refettori di Food for Soul ha già recuperato più di 125 tonnellate di eccedenze alimentari, trasformandole in oltre mezzo milione di pasti per i bisognosi.

Durante il lockdown, la sua famiglia ha anche creato un cooking show online, chiamato Kitchen Quarantine, che incoraggiava gli spettatori a vedere il potenziale invisibile e inaspettato in ogni ingrediente.

La rivoluzione siamo noi

«C’è stato un momento nel quale ho realizzato che un cuoco, attraverso la cultura, ha il diritto e il dovere di rappresentare qualcosa di più della somma delle sue ricette» ha scritto oggi Bottura in un post. «Dopo aver ricevuto tanto dalla vita, ho sentito il bisogno di restituire, di condividere col mondo la mia visione del significato di ‘Nutrire il Pianeta’ attraverso Food for Soul, Il Tortellante e Kitchen Quarantine. Penso che oggi il Mondo abbia compreso il valore della Rivoluzione Umanistica in atto, che sono sicuro unirà le menti e le anime più sensibili del Pianeta. Ringrazio le Nazioni Unite per questa incredibile opportunità e farò di tutto per continuare su questa strada perché, come diceva J. Beuys, “La Rivoluzione siamo Noi”».

                                        massimo bottura

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