Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le Linee Guida al vaglio di Camera e Senato


September 30, 2020

Il premier Conte ha inviato il PNRR ai Presidenti: obiettivi strategici, aree tematiche e azioni necessarie per l’economia e la società italiana

Un documento che si basa su una “valutazione equilibrata dei punti di forza e di debolezza dell’economia e della società italiane”. E’ questo l’incipit della proposta di Linee guida per la definizione del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Il testo, inviato lo scorso 15 settembre dal Premier Conte ai Presidenti di Camera e Senato, individua, in via preliminare e sintetica, gli obiettivi strategici di lungo termine, le aree tematiche di intervento e le azioni su cui si articolerà il Piano. Oltre ad una previsione razionale e ordinata dei progetti di investimento e riforma. L’Italia, dopo l’approvazione del Parlamento, dovrà presentare il PNRR alla Commissione europea nei prossimi mesi, una volta completato l’iter di approvazione dei regolamenti attuativi del Recovery Plan europeo.

Le linee strategiche

Le Linee guida del PNRR si ispirano al Piano di Rilancio presentato da Giuseppe Conte nel corso della consultazione nazionale “Progettiamo il rilancio” dello scorso mese di giugno. Il documento è costruito intorno a tre linee strategiche: Modernizzazione del Paese; Transizione ecologica; Inclusione sociale e territoriale, parità di genere. Per realizzare le linee strategiche, il Piano di Rilancio individua nove direttrici di intervento:

1) Un Paese completamente digitale;

2) Infrastrutture sicure ed efficienti;

3) Più verde e sostenibilità;

4) Un tessuto economico più competitivo e resiliente;

5) Un piano integrato di sostegno alle filiere produttive;

6) Una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese;

7) Maggiori investimenti in istruzione, formazione e ricerca;

8) Un’Italia più equa e inclusiva, a livello sociale, territoriale e di genere;

9) Un ordinamento giuridico più moderno ed efficiente.

Gli obiettivi quantitativi

In linea con gli obiettivi enunciati dalla Commissione Europea nel formulare la proposta di regolamento per “Next Generation EU”, la strategia di riforma e politica economica del PNRR contribuirà al raggiungimento di obiettivi quantitativi di lungo termine. Ecco i principali:

  • Raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana (0,8% nell’ultimo decennio), portandolo in linea con la media UE (1,6%);
  • Aumentare gli investimenti pubblici per portarli al 3% del PIL;
  • Portare la spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) al di sopra della media UE(2,1%, rispetto al nostro attuale 1,3%);
  • Conseguire un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali per arrivare alla media UE (73,2% contro il 63,0% dell’Italia);
  • Ridurre i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e livello dei servizi pubblici;
  • Aumento dell’aspettativa di vita in buona salute;
  • Promuovere una ripresa del tasso di natalità e della crescita demografica;
  • Abbattere l’incidenza dell’abbandono scolastico e dell’inattività dei giovani.

La logica del PNRR

Il PNRR sarà costruito secondo una sequenza logica che prevede:

  • le sfide che il Paese intende affrontare;
  • le missioni del programma a loro volta suddivise in cluster (o insiemi) di progetti omogenei atti a realizzare le missioni;
  • i singoli progetti di investimento, che saranno raggruppati nei clusters;
  • le iniziative di riforma che saranno collegate ad uno o più cluster di intervento.

Le sfide incluse nel PNRR possono essere così sintetizzate:

  • Migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell’Italia;
  • Ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
  • Sostenere la transizione verde e digitale;
  • Innalzare il potenziale di crescita dell’economia e la creazione di occupazione.

Le missioni del Governo

Le missioni in cui si articolerà il PNRR rappresentano aree “tematiche” strutturali di intervento. Le sei missioni sono:

  1. Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo;
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. Infrastrutture per la mobilità;
  4. Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  5. Equità sociale, di genere e territoriale;
  6. Salute.

La digitalizzazione

Per quanto riguarda la digitalizzazione e l’innovazione, l’Italia deve rimediare al notevole gap rispetto alla media UE. Anzitutto in termini di spesa per R&S, di percorsi formativi, di copertura e velocità delle connessioni fisiche di rete. E ancora, di competenze digitali e di servizi direttamente accessibili via internet. Nell’ambito di questa missione, il Governo punta alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, dell’istruzione, della sanità e del fisco. Particolare attenzione, poi, sarà riservata alla promozione dell’industria culturale e del turismo, “vero asset strategico dell’Italia”.

Rivoluzione verde e infrastrutture

L’Italia deve fare di più per raggiungere gli obiettivi europei della neutralità climatica entro il 2050, fissati dallo European Green Deal. Tra gli investimenti previsti, la de-carbonizzazione del settore energetico attraverso il potenziamento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Oltre al miglioramento della qualità dell’aria e al potenziamento delle fonti rinnovabili. Per quanto concerne gli investimenti per le infrastrutture per la mobilità, il Governo intende puntare, in primo luogo, sulla rete ferroviaria AV-AC ad alta velocità di rete per passeggeri e merci con il completamento dei corridoi TEN-T. Altri interventi riguarderanno la rete stradale e autostradale, in particolare ponti e viadotti. Saranno, inoltre, introdotte anche in questo settore le tecnologie informatiche con la formazione degli Smart District.

Istruzione ed equità sociale

Previsti interventi infrastrutturali: riqualificazione energetica e antisismica, cablaggio con fibra ottica, infrastrutture per e-learning. In ambito didattica, si punterà alla digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento. Per quanto riguarda la ricerca, si interverrà con azioni volte a supportare i giovani ricercatori, a potenziare la ricerca di filiera e le infrastrutture di ricerca, “al fine di cogliere le sfide strategiche per lo sviluppo del Paese”. Altro capitolo, il raggiungimento dell’equità sociale, di genere e territoriale: l’obiettivo è intensificare l’impegno ad eliminare le disparità di genere nel mondo del lavoro e nella vita sociale. Più in generale, le disuguaglianze di reddito e ricchezza si sono fortemente accentuate negli anni successivi alla crisi finanziaria globale. “È indispensabile evitare che tali disparità si aggravino in conseguenza della pandemia” si legge nelle Linee Guida.

La Salute

Missione Salute: il PNRR indirizzerà risorse per il rafforzamento della resilienza e della tempestività di risposta del sistema sanitario alle patologie infettive emergenti gravate da alta morbilità e mortalità, nonché ad altre emergenze sanitarie. Quindi, più sanità di prossimità e una più forte integrazione tra politiche sanitaria, politiche sociali e ambientali. Tra gli investimenti previsti, quelli nella digitalizzazione dell’assistenza medica ai cittadini, promuovendo la diffusione del fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina. Uno specifico investimento sarà avviato nell’ambito della cronicità e delle cure a domicilio, “per superare le attuali carenze del sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali e dei presidi sanitari nelle aree rurali e marginali del Paese”. Un contributo importante sarà offerto anche dal sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica.

                                              giuseppe conte

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