Visco: serve Stato responsabile per gestire fase post emergenza. La ripresa sarà complicata, occorrono ammortizzatori evoluti


June 07, 2021

Festival dell'Economia di Trento: All’evento sono intervenuti anche i ministri Giorgetti e Colao. Il primo ha parlato di Alitalia e blocco dei licenziamenti. Il secondo di rete unica e nodi digitali della Pa.

Serve uno «Stato responsabile», «capace di capire», per accompagnare la «transizione post pandemia». Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al Festival dell’Economia di Trento. Si dovrà gestire, ad esempio, «l’accelerazione legata alla digitalizzazione, una economia in cui le imprese e gli individui opereranno in modo diverso dal passato, molte dovranno chiudere e molte dovranno porsi sul mercato e poi crescere. Come garantire che questo avvenga senza traumi o con il minimo di traumi e garantendo le persone e consentendo il ricambio e la ristrutturazione produttiva è il ruolo che lo Stato ora dovrà avere, secondo Visco.

Nuovo ruolo dello Stato nell’economia

«Abbiamo avuto - ha sottolineato Visco - un aumento del debito straordinario in quest’anno di emergenza, è servito un intervento pubblico a livello europeo di sostegno per la ripresa. Il ruolo dello Stato dopo la pandemia sarà sicuramente diverso da quello visto finora. Anche prima avevamo uno Stato molto presente nell’economia, intorno al 45%, che è una dimensione particolarmente ampia. Ma adesso il ruolo cambierà, necessariamente.

Patto stabilità: Visco, agire prima del termine sospensione

Il governatore di Banca d’Italia ha poi detto che nella revisione del Patto di stabilità «bisogna agire prima del venire meno della sospensione altrimenti si tornerebbe al sistema preesistente. Le regole sono utili se non sono meccaniche e non si concentrano sul rispetto dei decimali tra un anno e l’altro».

Visco, guidare ristrutturazioni, con dialogo con parti

Il governatore Visco ha toccato anche il tema del lavoro e del blocco dei licenziamenti. «Dopo la pandemia ci sarà molta ristrutturazione della produzione - ha detto Visco -. Se affidata solo alle forze di mercato, ci saranno molti rischi, deve essere guidata non lasciata a se stessa, nel guidarla non ti puoi sostituire al settore produttivo» ma bisogna «garantire che il cambiamento avvenga con la consapevolezza che bisogna dialogare con imprese e lavoro».

Visco, ripresa complicata, servono ammortizzatori evoluti

«La ripresa sarà complicata», ha aggiunto il governatore della Banca d’Italia, sottolineando che con la pandemia si è capita la necessità di avere un sistema «evoluto» di ammortizzatori sociali. «Dobbiamo cambiare sia la domanda sia l’offerta di lavoro. In uno stato di crisi come questo bisogna dare sostegno a coloro che sono in difficoltà, cioè imprese e lavoratori, che siano autonomi o precari», ha detto Visco.

Visco, a breve carta sostenibilità Bankitalia

«Usciremo tra poco con una carta della sostenibilità» degli investimenti della Banca d’Italia, in cui spieghiamo criteri investimenti ambientali. «Questo è un modo di aiutare per spingere in quella direzione», rispondendo ad una domanda sul possibile ruolo dell’istituto come “influencer” sulla sostenibilità

Alitalia non può fare concorrenza a low cost

Al festival dell’Economia di Trento ha parlato anche il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Affrontando il tema Alitalia, il titolare del Mise ha spiegato: «Non ci sono certezze per nessuno in tempo di pandemia e il mercato ne sarà sconvolto. Tutti quanti devono comprendere l’incredibile sforzo per far partire una compagnia pubblica che risponda ai criteri di economicità. Voglio far capire a tutti, compresi i sindacati, che lo sforzo del governo è davvero importante, saranno mesi molto complicati».

Secondo Giorgetti, la compagnia «non può fare concorrenza alle low cost che prendono magari sussidi pubblici da aeroporti di destinazione o da paradisi fiscali. Questa compagnia non potrà fare concorrenza a queste ma a giudizio mio e del Governo dobbiamo trovare una leva internazionale con cui fare sinergia».

Alitalia sarà inizialmente «una compagnia interamente a capitale pubblico», ma poi «l’intervento dello Stato deve contemplare la presenza di un socio privato, dall’imprenditore singolo, al fondo straniero, a quello italiano, ma che creda nel progetto e metta a sua volta la dotazione finanziaria perché altrimenti diventa in qualche modo troppo facile che in ogni situazione di crisi obbliga lo Stato ad intervenire», ha detto il ministro.

«I soggetti privati hanno sempre fallito sul settore del trasporto aereo» ha aggiunto Giorgetti. Ovviamente in un mercato ridisegnato dalla pandemia non ci sono «certezze per nessuno infatti anche i colossi come Lufthansa e Air France hanno dovuto fare importanti iniezioni di capitale pubblico e credo che il mercato ne risulterà un po’ sconvolto perché la clientela business, che faceva quadrare i conti di queste compagnie, verrà ridimensionata».

Blocco licenziamenti? Va rivisto per settori

«Credo che il blocco dei licenziamenti sia stata una misura eccezionale e tale deve rimanere, il problema è come gestire questa transizione - ha spiegato Giorgetti -. La ripresa sarà in modo sorprendentemente più veloce di quello che pensiamo ma dipende da settore a settore».

Secondo il ministro della Lega «deve essere rivisto e collegato al nuovo sistema degli ammortizzatori sociali che non può essere quello del mondo prepandemia». Il blocco dei licenziamenti andrebbe «declinato più utilmente sui settori, ad esempio il tessile avrà una uscita più lenta rispetto ad altri».

                                                 ripresa economica

ilsole24ore

                                        

Commenti(0)

Log in to comment