Chi è Giorgio Parisi , Premio Nobel per la Fisica


October 07, 2021

Italiano (di Roma) il Premio Nobel per la Fisica 2021 si è visto assegnare il riconoscimento per "la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici da scala atomica a scala planetaria". Mattarella: "Un premio che rende onore all'Italia". Chi è lo studioso e perché il suo è un traguardo importante per il nostro Paese.

Chi è Giorgio Parisi

Giorgio Parisi è professore ordinario di Fisica Teorica alla Sapienza Università di Roma, ricercatore associato all’Infn Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal 2018 al 2021. Presidente dell’Accademia dei Lincei, oggi Vicepresidente e Presidente della Classe di scienze Fisiche, Matematiche e Naturali. Nato a Roma nel 1948, Parisi ha completato i suoi studi alla Sapienza Università di Roma dove si è laureato in fisica nel 1970 sotto la guida di Nicola Cabibbo. Ha iniziato la sua carriera scientifica ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn, prima come membro del Cnr (1971-1973) e successivamente come ricercatore dell’Infn (1973-198).

Durante questo periodo ha trascorso lunghi soggiorni all’estero, prima alla Columbia University di New York (1973-1974), all’Institut des Hautes Etudes Scientifiques a Bures-sur-Yvettes (1976-1977), all’Ecole Normale Superieure di Parigi (1977-1978). Nella sua carriera scientifica, Giorgio Parisi ha dato molti contributi determinanti e ampiamente riconosciuti in diverse aree della fisica: in fisica delle particelle, meccanica statistica, fluidodinamica, materia condensata, supercomputer. 

Parisi ha, inoltre, scritto articoli su reti neurali, sistema immunitario e movimento di gruppi di animali. È stato vincitore di due advanced grant dell’Erc European Reasearch Council, nel 2010 e nel 2016, ed è autore di oltre seicento articoli e contributi a conferenze scientifiche e di quattro libri. Le sue opere sono molto conosciute. Parisi é anche membro dell'Accademia dei Quaranta, dell'Académie des Sciences, dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, dell'Accademia Europea, dell'Academia Europea e dell'American Philosophical Society.

"Sono felice, non me lo aspettavo"

Il premio Nobel per la fisica è stato assegnato martedì a Giorgio Parisi, docente emerito alla Sapienza di Roma e fisico italiano. Gli altri premiati sono lo scienziato americano di origini giapponesi Syukuro Manabe, 90 anni, e il tedesco Klaus Hasselmann, 89 anni. L'annuncio è stato dato come da tradizione dall'Assemblea dei Nobel al Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, e trasmesso in diretta via Internet e social network.

Parisi, romano, 73 anni, è stato premiato per "la scoperta dell'interazione tra il disordine e le fluttuazioni nei sistemi fisici dal livello atomico alla scala planetaria". I suoi due colleghi, climatologi, hanno vinto per "la modellazione fisica del clima della Terra, che ne quantifica la variabilità e prevede in modo affidabile il riscaldamento globale".

L'anno scorso il riconoscimento era andato alle scoperte sui buchi neri dell’americana Andrea Ghez, del britannico Roger Penrose e del tedesco Reinhard Genzel. I vincitori ogni anno ricevono una medaglia d’oro e si dividono il premio di 986 mila euro.

Intervistato dall'Accademia dei Nobel su come festeggerà, Parisi ha risposto che ancora non ha deciso e che le restrizioni del coronavirus probabilmente gli impediranno di organizzare grandi cerimonie. "Sono felice, non me lo aspettavo" ha detto. Ma poi ha aggiunto: "Sapevo che avrebbero potuto esserci delle possibilità". A proposito dei suoi due colleghi di Nobel ha commentato: "È chiaro che per la generazione futura dobbiamo agire ora in modo molto rapido contro i cambiamenti climatici".

Un lavoro svolto in "casa"

Il lavoro di Parisi si è svolto per lo più in Italia, come docente di Fisica Teorica nell'Università La Sapienza di Roma, come ricercatore associato dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e come presidente dell'Accademia dei Lincei dal 2018 al 2021.

Il contributo alla ricerca

Giorgio Parisi ha scoperto, intorno al 1980, la presenza di pattern nascosti in un gran numero di sistemi complessi e disordinati e ha dato un contributo decisivo allo sviluppo della teoria alla base della loro comprensione. La sua ricerca ha consentito di comprendere e descrivere una varietà di materiali e fenomeni apparentemente del tutto disordinati e casuali, non solo in fisica ma anche in altri settori molto diversi, come la matematica, la biologia, le neuroscienze, il machine learning e la planetologia, ovvero quasi ogni disciplina che descrive la natura dalla scala atomica a quella planetaria.

"Le scoperte riconosciute quest'anno dimostrano che le nostre conoscenze sul clima poggiano su solide basi scientifiche, basate su una rigorosa analisi delle osservazioni. I vincitori di quest'anno hanno tutti contribuito a farci conoscere più a fondo le proprietà e l'evoluzione dei sistemi fisici complessi", afferma Thors Hans Hansson, presidente del Comitato Nobel per la fisica. 

Parisi era già nella classifica dei possibili vincitori

Qualche giorno prima dell’annuncio è stata diffusa la lista messa a punto dagli esperti di Clarivate Analytics che selezionano i candidati considerati tra i favoriti, usando come metro di giudizio le citazioni ricevute dai loro lavori tra le pubblicazioni scientifiche. Per quanto riguarda la Fisica, per questo anno era stato citato come papabile Nobel proprio Giorgio Parisi, inserito tra i candidati “per le sue scoperte rivoluzionarie nel campo della cromodinamica quantistica e dello studio dei sistemi disordinati complessi”.

Un passo da gigante per l'Italia

Erano 37 anni che un italiano non vinceva il Premio Nobel per la fisica. L'ultimo prima di Parisi, nel 2002, è stato Riccardo Giacconi, genovese naturalizzato statunitense, “per i contributi pionieristici all'astrofisica, che hanno portato alla scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X”.

La Rettrice dell'Università Sapienza, Antonella Polimeni ha detto:“Quella di oggi è un’emozione difficile da tradurre in parole, è un orgoglio immenso, per la Sapienza, per la comunità scientifica e per il nostro Paese. Giorgio Parisi è un gigante, uno di quelli sulle cui spalle le generazioni future si siederanno per scrutare l’orizzonte della scienza e fare un passo ulteriore verso la conoscenza”.

Il presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, Marco Tavani, ha detto: "Auspichiamo che il Nobel assegnato a Parisi porti l'Italia ad una maggiore consapevolezza dell'importanza della scienza nelle nostre vite di tutti i giorni e spinga per implementare il nostro ruolo anche a livello internazionale nei campi del sapere e della conoscenza". 

"Avrebbero meritato il Nobel anche altri italiani"

"Tanti altri ricercatori italiani avrebbero meritato il Nobel", ha affermato Giorgio Parisi riferendosi ai suoi colleghi, a partire dal fisico con il quale si è laureato, Nicola Cabibbo. "Il Nobel sarebbe dovuto andare anche a Nicola Cabibbo, mi dispiace che le scelte della Fondazione Nobel non siano andate in questa direzione. Il Nobel è un riconoscimento importante per la scienza italiana, che avrebbe potuto prendere svariati Nobel nella fisica e in altre discipline", conclude.

Le reazioni al premio

L'entusiasmo per la notizia è stato espresso dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha detto: "Rivolgo le più grandi congratulazioni al professor Giorgio Parisi per questo altissimo riconoscimento che rende onore all'Italia e alla sua comunità scientifica".

Parisi è stato anche primo firmatario dell'appello a Mattarella (condiviso da 100 scienziati) per chiedere al governo scelte decise contro il coronavirus. "Senza misure drastiche tra due settimane 400 morti al giorno"

A sottolineare l'importanza del lavoro scientifico svolto dal Nobel Parisi è stato il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Antonio Zoccoli. "Il grande merito di Parisi è stato non solo l’aver sempre contribuito in modo determinante ai settori cui si è dedicato, ma averlo anche fatto precorrendo i tempi. Sicuramente caratteristiche salienti della genialità di Giorgio sono il suo eclettismo e la sua capacità di visione, di anticipare, di capire prima degli altri qual era la direzione da prendere, che cosa sarebbe diventato rilevante per la ricerca", ha detto.

Antonio Zoccoli ha anche aggiunto che: "Ci fa piacere ricordare che Giorgio è il principale rappresentante dell’eccellenza della fisica italiana e della grande scuola di fisica teorica di Roma che ha avuto inizio con Enrico Fermi e negli anni ha contato esponenti di massimo rilievo, tra i quali Altarelli, Cabibbo, Jona-Lasinio, Maiani. Credo che il Premio Nobel a Parisi, al di là della sua motivazione, debba essere interpretato come un tributo alla sua intera carriera scientifica".

Gli altri Nobel italiani

Finora sono 20 i Nobel assegnati a italiani fin dalle origini del premio. Dei 20 riconoscimenti, 12 sono quelli scientifici, 5 quelli per la Fisica, 6 per la Medicina e uno per la Chimica. Fra i 20 premiati le donne solo due: Grazia Deledda, per la Letteratura nel 1926 e Rita Levi Montalcini, per la Medicina nel 1986. L'ultimo Nobel (per la Medicina) è stato riconosciuto nel del 2007 a Mario Capecchi, attivo negli Usa.

Il sesto fisico Nobel della Storia

Giorgio Parisi è il sesto vincitore italiano del Nobel per la Fisica.

Il primo nel 1909 è Guglielmo Marconi con il tedesco Karl Ferdinand Braun “in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili”. Nel 1938 fu premiato Enrico Fermi “per la sua dimostrazione dell'esistenza di nuovi elementi radioattivi prodotti da irraggiamento neutronico e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti”. Nel 1959 il riconoscimento andò a Emilio Gino Segrè e allo statunitense Owen Chamberlain “per la loro scoperta dell'antiprotone”.

Nel 1984 fu premiato Carlo Rubbia con l’olandese Simon van der Meer “per il loro contributo decisivo al grande progetto che ha portato alla scoperta delle particelle W e Z, comunicatori di interazione debole”. L'ultimo (prima di Parisi) è stato nel 2002 Riccardo Giacconi, “per i contributi pionieristici all'astrofisica, che hanno portato alla scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X”.

I riconoscimenti di Parisi

Molti i riconoscimenti asegnati al'italiano da Nobel Giorgio Parisi: nel 1992 gli è stata conferita la Medaglia Boltzmann per i suoi contributi alla teoria dei sistemi disordinati e la Medaglia Max Planck nel 2011, dalla società tedesca di fisica Deutsche Physikalische Gesellschaft. Ha ricevuto i premi Feltrinelli per la Fisica nel 1987, Italgas nel 1993, la Medaglia Dirac per la fisica teorica nel 1999, il premio del Primo Ministro italiano nel 2002, Enrico Fermi nel 2003, Dannie Heineman nel 2005, Nonino nel 2005, Galileo nel 2006, Microsoft nel 2007, Lagrange nel 2009, Vittorio De Sica nel 2011, Prix des Trois Physiciens nel 2012, il Nature Award Mentoring in Science nel 2013, High Energy and Particle Physics dell’Eps European Physical Society nel 2015, Lars Onsager dell’APS American Physical Society nel 2016. Nel 2021 ha ricevuto il prestigioso Wolf Prize per la Fisica

Gli altri due Nobel

Syukuro Manabe ha dimostrato come l'aumento dei livelli di anidride carbonica nell'atmosfera porti a un aumento delle temperature sulla superficie della Terra. Negli anni '60 ha guidato lo sviluppo di modelli fisici del clima terrestre ed è stato il primo a esplorare l'interazione tra il bilancio delle radiazioni e il trasporto verticale delle masse d'aria. Il suo lavoro ha posto le basi per lo sviluppo degli attuali modelli climatici.

Circa dieci anni dopo, Klaus Hasselmann ha creato un modello che collega tempo e clima, rispondendo così alla domanda sul perché i modelli climatici possono essere affidabili nonostante il tempo sia mutevole e caotico. Ha anche sviluppato metodi per identificare segnali specifici, impronte digitali, che sia i fenomeni naturali che le attività umane imprimono nel clima. I suoi metodi sono stati usati per dimostrare che l'aumento della temperatura nell'atmosfera è dovuto alle emissioni umane di anidride carbonica.

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