Emma Marcegaglia: Verso il G20 di Roma, le sette priorità delle imprese


October 10, 2021

Con le profonde conseguenze sociali ed economiche di una delle maggiori crisi dei tempi moderni, il mondo è cambiato drasticamente negli ultimi venti mesi, modificando il nostro modo di vivere e di lavorare. La povertà estrema è aumentata per la prima volta negli ultimi due decenni, le disparità e le disuguaglianze tra individui e Paesi si sono ulteriormente ampliate, migliaia di imprese hanno subito danni incalcolabili e molte stanno ancora lottando per la sopravvivenza. Alcuni Paesi hanno attuato vaste e capillari campagne di vaccinazione e stanno sperimentando una consistente ripresa economica, ma la distribuzione e l'accesso ai vaccini restano persistentemente disomogenei compromettendo la ripresa e la futura prosperità di molte regioni del pianeta. Vi sono tuttavia segnali incoraggianti: l'economia mondiale dovrebbe crescere del 6% quest'anno e di quasi il 5% nel 2022. I volumi del commercio mondiale potrebbero crescere di quasi il 10% nel 2021 e del 7,0% nel 2022. Soprattutto: la strada maestra della cooperazione e della collaborazione internazionale è ora più chiaramente percepita come l’unico modo per affrontare efficacemente le sfide comuni e il G20 è saldamente al centro di questa concertazione.

 

Aziende in prima linea per le sfide future

L’obiettivo del B20 Italy 2021 è contribuire a segnare l'inizio di una nuova era di partnership fra imprese, governi e organizzazioni internazionali per affrontare insieme le priorità dell’agenda globale, fare fronte alle avversità della congiuntura e prepararsi ad affrontare sfide future. La Presidenza italiana ha fornito una guida autorevole alla comunità internazionale rafforzando il ruolo del G20 come sede nella quale i leader politici affrontano le urgenze, stabiliscono le azioni e assicurano la loro implementazione, affidando agli organismi internazionali la responsabilità di negoziare regole vincolanti ove necessario. Il mondo delle imprese può e deve essere parte attiva di questo sforzo all’insegna di una condivisione degli impegni e delle responsabilità.

Il confronto con oltre 1.000 delegati e più di 2.000 partecipanti in rappresentanza di una comunità d’affari di oltre 6,5 milioni di imprese si è svolto attraverso 38 riunioni online e il coinvolgimento attivo di oltre 6.000 partecipanti formulando chiare indicazioni di policy in aree strategiche. I lavori si sono articolati in nove Task Force, presiedute da autorevoli CEO nazionali e co-presiedute da 49 CEO dai Paesi G20, legate dal filo rosso del motto del B20 Italy “Reshape the Future: Include, Share, Act”. Ai temi prioritari già affrontati nei precedenti B20: Trade & Investment; Energy & Resource Efficiency; Integrity & Compliance; Digital Transformation; Finance & Infrastructure; Employment & Education; Women Empowerment; ne abbiamo aggiunti altre due: Health & Life Sciences e Sustainability & Global Emergencies. Alla luce della congiuntura, la scelta appare auto esplicativa. Un Advisory Board e un International Advocacy Caucus composti rispettivamente da altri circa 50 grandi CEO italiani e internazionali, hanno supportato il lavoro attraverso preziosi indirizzi di natura strategica, contribuendo a sostenere l’advocacy nei rispettivi Paesi.

 

Le priorità in vista del summit G20 di Roma

Fra le principali priorità identificate dal B20 spiccano: la necessità di rigenerare la governance commerciale multilaterale abbattendo i muri eretti dal protezionismo e ripristinando la legittimità dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, a partire dalla prossima XII Conferenza Ministeriale; accelerare la decarbonizzazione dell'economia globale e la transizione verso modelli energetici sostenibili per invertire il degrado ambientale e la perdita di biodiversità, guardando in particolare alla imminente COP26; allineare e migliorare il monitoraggio dei rischi, la previsione delle crisi e la trasparenza dei piani di preparazione alle emergenze, per minimizzare i rischi sistemici di catastrofi naturali, sanitarie e informatiche. Fare leva sulla trasformazione digitale per includere le persone e soddisfare il bisogno di nuove competenze promuovendo gli investimenti nella connettività; sostenere la rigenerazione urbana e gli investimenti di impatto; promuovere gli investimenti nella salute e nelle scienze della vita come risorse strategiche; colmare il divario di genere eliminando le barriere economiche, sociali e culturali che impediscono alle donne di partecipare equamente all'economia e alla società e di fondare il proprio futuro professionale sulle materie STEM. Promuovere le partnership pubblico-privato e una governance sostenibile delle imprese basata sull'impegno per la legalità e la lotta alla corruzione, rimodellando i processi della compliance aziendale combinando la remunerazione degli azionisti con la creazione di valore per gli stakeholders; affrontare le carenze e gli squilibri di competenze che riducono la produttività del lavoro e che sono causa di disoccupazione, più scarse prospettive di carriera e minore retribuzione salariale.

Tra aprile e settembre abbiamo organizzato tredici incontri di alto livello con i ministri italiani, e alcuni loro omologhi G20, per condividere le nostre linee di indirizzo. Per sensibilizzare gli altri Paesi, si sono tenuti altri dieci incontri co-organizzati con le organizzazioni omologhe di Confindustria, i membri, i loro ministri, viceministri e sherpa G20 nazionali.  L’azione del B20 ha coinvolto organizzazioni internazionali come l’OCSE, la FAO, la OMC, richiamando con forza l’esigenza di un rinnovato multilateralismo. La dichiarazione finale consegnata l’8 ottobre al Presidente del Consiglio Mario Draghi si fonda sulle conclusioni dei nove Policy Papers. Volevamo essere concreti e abbiamo innalzato il livello di ambizione rispetto ai cicli precedenti stabilendo indicatori volti a misurare l’attuazione delle nostre raccomandazioni ed il loro impatto, associandoli a uno o più SDGs e alle “3P” del G20 Italia (People, Planet, Prosperity) in un arco temporale medio di tre anni, invitando le prossime tre presidenze G20 / B20 di Indonesia, India e Brasile a continuare il lavoro avviato dall’Italia. Il Disposto della Dichiarazione Finale e dei policy papersfornisce 32 “policy recommendations”, 93 “calls to action” e 34 KPIs.

L’auspicio è che la Presidenza G20 consideri le nostre proposte in vista della dichiarazione finale e che i governi si adoperino per la loro attuazione. Non si tratta soltanto di affrontare e superare la congiuntura: il mondo non può permettersi di aspettare che la pandemia sia terminata per iniziare a pianificare il futuro.

                                        economia

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