I lavori più richiesti in questo periodo e qualche consiglio per farsi assumere


October 12, 2021

Cercare lavoro è sempre stato un impegno che richiede tempo e fatica: a complicare ulteriormente la situazione c’è il divario tra le abilità richieste dalle aziende, in continua evoluzione, e le competenze dei lavoratori o aspiranti tali. Il fenomeno si chiama "skill mismatch" e, secondo un report del Boston Consulting Group, riguarda un lavoratore su tre nei Paesi Ocse. Va anche peggio in Italia, dove la percentuale di persone le cui qualifiche non corrispondono ai profili ricercati dalle aziende è pari addirittura al 38,2%. Si tratta di 10 milioni di lavoratori che svolgono mansioni per le quali non hanno le necessarie qualifiche, o al contrario che non sfruttano le competenze acquisite durante il percorso di studi.

È quindi fondamentale, per chi si affaccia al mondo del lavoro o per chi vuole cambiare percorso, capire quali sono i settori su cui puntare e cosa vogliono le aziende. Ne abbiamo parlato con Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera.

Quali sono i settori in cui in questo periodo ci sono le migliori opportunità lavorative?

L'effetto Covid-19 sta spingendo ancora le opportunità lavorative nel settore sanitario. Anche se la fase più acuta dell'emergenza è fortunatamente alle nostre spalle, la pandemia ha messo in evidenza alcune grandi lacune del settore sanitario italiano. Oltre a questo fattore eccezionale, va tenuto in conto il continuo invecchiamento della popolazione, fenomeno che comporta ovviamente un sempre maggiore ricorso ai professionisti sanitari. Non stupisce quindi che ancora oggi sia elevata la richiesta di operatori socio-sanitari, di infermieri qualificati, di tecnici di laboratorio e di medici. Un altro settore che si è confermato molto dinamico nel 2021 è quello legato all'informatica, un po' per la crescita del comparto, un po' per la sempre maggiore richiesta di professionisti IT da parte delle aziende esterne al settore: per questo sono numerose le ricerche di analisti software, di sviluppatori, di software engineer e di sistemisti di rete. Non va poi trascurata, infine, l'importante domanda di talenti nel mondo sales, a partire dai responsabili vendita fino agli analisti commerciali.

Quali abilità bisogna possedere per lavorare in questi settori?

Partiamo dal settore vendite: in questo campo bisogna sfatare il luogo comune secondo cui la dote principale del venditore è la 'parlantina'. Non si parla più – e forse non è mai stato giusto farlo – di una professione 'innata': il commerciale moderno, dall'agente di commercio all'export manager, è un professionista che sì, deve essere tagliato per le vendite, ma che deve affiancare questa dote con una lunga serie di competenze differenti, come il marketing online e l'analisi dei dati.
Per quanto riguarda la sanità, come sappiamo, esistono percorsi formativi e accademici ben precisi per accedere alle diverse professioni; anche in questo campo, però, le cosiddette soft skills rivestono un ruolo sempre più importante. Ogni operatore del settore, dall'infermiere al chirurgo, è chiamato ogni giorno a confrontarsi con pazienti e colleghi, e quindi di volta in volta sono richieste sensibilità, empatia, capacità di comunicazione, e in taluni casi doti di leadership.
Guardando infine al settore IT, non ho dubbi nel porre di fronte a qualsiasi altra caratteristica la curiosità. È impossibile infatti avere successo in questo settore senza essere mossi istintivamente verso il continuo aggiornamento, in modo da restare al passo con l’evolversi delle tecnologie, nella consapevolezza che ciò che poteva portare all'assunzione di un talento l'anno scorso potrebbe essere inutile o quasi quest'anno.

Quali sono i consigli che dareste a un candidato che cerca lavoro in questi settori e perché?

Partiamo anche in questo caso dalle figure commerciali. Chi cerca lavoro nel mondo delle vendite nel 2021 deve stare attento a due aspetti particolari: per prima cosa, è necessario studiare a fondo le caratteristiche di un'azienda prima di proporsi come venditore, per avere la certezza di possedere uno stile consono a quello del brand, nella consapevolezza che il commerciale in molti casi finisce per essere il volto stesso dell'azienda; in secondo luogo, il commerciale non può trascurare il fatto che con la pandemia è cresciuta esponenzialmente l'importanza dell’e-commerce, aspetto che per certi versi sta trasformando il mondo delle vendite.
Guardando al settore IT, il consiglio fondamentale, oltre all'esigenza dell'aggiornamento continuo, è relativo alla specializzazione. È un ricordo del passato la ricerca della figura informatica generica 'per tutte le stagioni': oggi le imprese, soprattutto all'interno dei comparti più innovativi del settore IT, cercano specialisti con un focus ben preciso, per avere la certezza di inserire in organico professionisti che sappiano fare la differenza.
Il settore sanitario, come è noto, ha delle logiche peculiari, in particolar modo per la selezione del personale nel pubblico. Il suggerimento per chi vuole fare carriera in questo campo è di trovare il prima possibile la propria strada, seguendo un percorso coerente e adatto alle proprie particolarità fin dalla laurea in medicina, per poi scegliere la specializzazione più idonea.

Dal vostro punto di vista, qual è l'aspetto che considerate più importante nella selezione del candidato che vuole puntare su questi settori?

Per selezionare di volta in volta talenti effettivamente qualificati e idonei a soddisfare le esigenze delle aziende, crediamo sia necessario poter contare su head hunter che conoscono alla perfezione il settore di riferimento. Lo stesso recruiter che lavora per il settore delle vendite, per esempio, molto difficilmente potrà garantire una selezione del personale altrettanto efficace per il settore automotive come per quello sanitario. Per questo motivo nella nostra agenzia di selezione ci occupiamo della ricerca dei talenti per aree specifiche, dall'IT alla moda, dal settore legale a quello dell'ingegneria. Non ci occupiamo per esempio della selezione di personale sanitario, laddove invece affrontiamo regolarmente processi di recruiting nel campo delle vendite e dell'IT. Nel campo dell'informatica abbiamo ad esempio imparato nel tempo quanto sia importante assicurarsi che il candidato più preparato sia allo stesso tempo anche il più adatto per l'azienda in questione. Talvolta è infatti molto meglio preferire un candidato leggermente meno esperto ma più in linea con gli approcci e i metodi utilizzati dall'azienda, sapendo che le lacune a livello di competenze e di hard skill possono essere colmate rapidamente con percorsi di formazione e di inserimento.
Per quanto riguarda le figure commerciali, è nostra abitudine prendere in considerazione, per la selezione del venditore, non solo le esigenze dell'azienda, ma anche quelle del pubblico di riferimento, e quindi dei futuri clienti con i quali quel venditore, una volta assunto, dovrebbe trovarsi a comunicare e a confrontarsi quotidianamente. Talvolta si fa infatti l'errore di selezionare il commerciale più adatto per i vertici aziendali, senza pensare però al fatto che il commerciale di successo è piuttosto quello scelto in base ai bisogni dei clienti.

Quanto è importante la corretta conoscenza delle prospettive di lavoro future per scegliere la propria carriera?

Si tratta di un aspetto che può fare la differenza: proprio per questo i nostri esperti di orientamento a livello universitario e professionale dedicano molta importanza alla condivisione delle prospettive di lavoro future. Avendo un’idea chiara delle nostre aspettative, infatti, possiamo raddrizzare il tiro e ottimizzare il nostro percorso professionale, in modo da non farci cogliere impreparati di fronte a un imprevisto. Non bisogna nemmeno pensare, però, che le carriere professionali debbano per forza essere lineari, perfettamente pianificate fin dall'inizio: una capacità fondamentale, per qualsiasi settore e per qualunque professione, è infatti quella di sapersi reinventare e ripensare. Nella nostra epoca nessuna professione resta infatti immutata lungo i 40 anni o più di carriera di un individuo.

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