Lavoro da remoto, ecco le città più attraenti: in Italia vince Bari


November 09, 2021

Amanti dello smart working, la vostra destinazione ideale è…Bari. Il capoluogo pugliese è al primo posto tra le città italiane nella classifica della società specializzata WorkMotion, che ha preso in esame ottanta metropoli in tutto il mondo per stabilire quali siano le più attraenti per chi lavora da remoto, in base a fattori come facilità per le aziende di assumere lavoratori non in presenza, costo della vita, infrastrutture e vivibilità. Bari si classifica al 33esimo posto, seguita da Bologna al cinquantaquattresimo e da Roma al 66esimo.

Costo della vita mobilità accessibile: i punti di forza di Bari

Tra i fattori che rendono il capoluogo pugliese attrattivo per i lavoratori a distanza troviamo innanzitutto il costo della vita, in particolare per quanto riguarda gli affitti. Secondo i dati di WorkMotion, un affitto medio a Bari costa all'incirca 620 euro al mese, rispetto per esempio a Roma dove l'affitto medio è 1263 euro. In secondo luogo, la città si posiziona al top della classifica per la disponibilità di appartamenti in affitto e in vendita, in questo simile a Bologna, che si trova al terzo posto. La città pugliese si posiziona inoltre al di sopra di altre città italiane per il fattore mobilità, calcolato utilizzando indicatori sul costo del trasporto pubblico urbano e sul prezzo del carburante. Si classifica invece alle spalle di altre città italiane per l'accesso alla sanità e per la cultura. Il fattore sanità si basa su dati di copertura del sistema sanitario e qualità dei servizi, mentre quello sulla cultura si basa su molteplici indicatori che vanno dalla presenza di istituzioni culturali, esercizi commerciali legati alla vita notturna e spesa privata in cultura per capita.

Australia e Canada vincono a livello globale

A livello globale, il posto ideale per chi lavora da remoto è l’Australia. Melbourne si piazza in prima posizione grazie soprattutto ai fattori legati alle condizioni di lavoro, alla felicità dei cittadini e alla possibilità di ottenere un visto per i cosiddetti “nomadi digitali”. Sydney si piazza al terzo posto, superata solo dalla canadese Montreal. Considerando le singole categorie, Dublino è la migliore per trasparenza e chiarezza delle normative sul lavoro agile, seguita da Helsinki e Copenhagen. La capitale danese è inoltre la città dove gli abitanti sono più felici, seguita da Berna e Wellington. Per quanto riguarda la tassazione del lavoro da remoto, le condizioni più favorevoli in assoluto sono quelle di Istanbul, seguita da Lisbona e Hong Kong.

Cambio di prospettiva: il candidato ideale per una posizione può vivere all'estero

Oltre a valutare questi aspetti, WorkMotion ha analizzato un flusso di dati sulle località da cui viene assunta la maggior parte di lavoratori da remoto, proprio per capire quali città fossero le più attraenti per chi vuole continuare a svolgere la sua attività senza essere legato a un luogo fisico in particolare. “Le tecnologie che rendono possibile il lavoro da remoto erano già disponibili prima della pandemia. Quello che è cambiato nei mesi scorsi è l’approccio di molte società nei confronti del lavoro agile”, ha spiegato Carsten Lebtig, cofondatore e managing director di WorkMotion.

“Oggi tantissime persone stanno sperimentando modalità di lavoro flessibile, dividendosi tra casa e ufficio senza che questo impatti sui livelli di produttività. Molte aziende stanno riducendo gli spazi dei loro uffici, tagliando in questo modo i costi. E in quest’ultimo periodo diverse società stanno prendendo confidenza con una nuova possibilità: il fatto che il miglior candidato per una certa posizione possa trovarsi in un’altra nazione”.

Dove possono lavorare i nomadi digitali

Proprio quest’ultimo trend ha dato il via allo studio. “Quando pensano a un trasferimento, i remote worker devono considerare un gran numero di fattori, pratici e di qualità della vita”, ha aggiunto Lebtig. “Non molte città possono vantare tutte queste caratteristiche, ma è chiaro che le più attraenti sono quelle che hanno adottato precise norme per avvantaggiare i lavoratori da remoto, come i visti speciali. Solo 11 città su 80 prevedono la possibilità di un visto dedicato, che consenta ai cosiddetti "nomadi digitali" di continuare la loro attività dopo il trasferimento senza particolari difficoltà. Ci aspettiamo un’evoluzione in positivo su questo fronte nei prossimi anni, via via che il lavoro da remoto diventerà più comune e le città cominceranno a riconoscere i benefici di queste politiche”. Il visto per nomadi digitali (digital nomad visa) è stato adottato a partire dallo scorso anno in diversi Paesi del mondo per attirare lavoratori stranieri specializzati – in genere freelance - offrendo condizioni agevolate per l’ingresso e il soggiorno.

Come le persone scelgono la città in cui lavorare

Secondo Lebtig, “la diffusione del lavoro agile ha aperto nuove possibilità per i lavoratori di tutto il mondo. Le persone sono sempre meno legate a un determinato posto e possono pensare a trasferirsi in un altro Paese senza neanche considerare le barriere linguistiche”. Per il fondatore di WorkMotion “molte persone sono attratte da città che offrono uno stile di vita o un clima migliori. Speriamo che questo studio possa rappresentare un’ispirazione per chi cerca un cambiamento e vuole aprire la mente all’idea di partire per destinazioni inaspettate”.

                                                                       wmc

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