Software digitalizzazione cantieri creato da ingegneri under 30

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Software digitalizzazione cantieri creato da ingegneri under 30

Software digitalizzazione cantieri creato da ingegneri under 30 .

Il trio è ben assortito. Se Chiara comincia a parlare, è difficile fermarla: è il presidio sul mercato. Giulio è geneticamente (anche se lui dice generalmente) predisposto all’ascolto: è l’uomo del software. Marco ha lavorato in tre startup e ha visto che cosa vuol dire fare impresa: è il chief executive officer.

I tre fondatori di myAedes, che hanno fra 28 e 29 anni, rappresentano in maniera convincente quella nuova generazione di imprenditori che non ha timore a cambiare settori economici poco propensi all’innovazione.

Software digitalizzazione cantieri creato da ingegneri under 30
myAedes

Nel loro caso, il mondo delle costruzioni, come fa intuire il nome. La startup fondata nel 2019 da Marco Apollonia, Chiara Maresca e Giulio Santabarbara lavora per digitalizzare la reportistica dei cantieri.

Ce n’è talmente bisogno che a fine 2022 ha avuto un riconoscimento non da poco: un round di investimento da 585mila euro a cui ha partecipato Cdp Venture Capital, la società di Cassa Depositi e Prestiti nota anche come Fondo nazionale innovazione.

Gli inizi

Marco e Giulio sono ingegneri elettronici. Come sono arrivati a pensare ai cantieri?

Tutto è cominciato nel 2017 con un hackathon per rilanciare il settore edile promosso dal comune di Benevento, dove frequentavano l’università: volevano partecipare per “trascorrere un weekend diverso”, ma non sapevano con che cosa e hanno chiesto aiuto a Giulia, che faceva invece ingegneria edile a Napoli.

“Io avevo appena fatto l’esame sulla gestione dei cantieri e ogni tanto facevo anche l’assistente di direzione lavori, visto che mio padre ha una società di progettazione e sicurezza sul lavoro: il mio compito era trascrivere una marea di dati”, racconta lei.

Da lì è nata l’idea di un software per la gestione dei cantieri, con un’app da usare sullo smartphone, come tante altre.

Una tecnologia per i professionisti

“In cantiere c’è un ingegnere, un direttore dei lavori che fa le veci del committente, assumendosi la responsabilità tecnica di quel che si fa e accade”, spiega Marco.

“Noi ci rivogliamo a questa figura e al coordinatore della sicurezza, che devono tenere il diario dei lavori e controllare che vengano applicate tutte le norme del settore, spesso disattese”.

Di solito il professionista prende appunti o riempie moduli cartacei e quando torna in ufficio impiega ore per trasferire dati e informazioni sul computer o lo fa fare a un collaboratore. Con myAedes, invece, può fare tutto con lo smartphone, in diretta, mentre è in cantiere, aggiungendo anche le foto quando servono.

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Lo sviluppo

Ovviamente il trio ha vinto quell’hackathon e un percorso di incubazione alla Città della Scienza di Napoli. “Ci ha acceso la luce”, ricorda Chiara.

“Lo studio del mercato, dei competitor, la definizione di un cliente target. Cominciavamo a capire che non sarebbe stato male coltivare il progetto”.

Finita la triennale, sono arrivati i primi lavori, ma cominciava anche il giro delle startup competition. “In quell’anno e mezzo abbiamo capito come poter diventare imprenditori”, dice Marco.

La svolta, nel 2019, è arrivata con l’ingresso nel programma di accelerazione di LVenture Group, a Roma: “Siamo stati selezionati su oltre 400 candidati, il team più giovane mai entrato, anche se non avevamo venduto ancora nulla. Hanno creduto in noi”.

Ma per conquistarsi un posto al demoday, la presentazione agli investitori a fine accelerazione, serviva almeno un cliente. “Avevamo fatto un po’ di promozione online e ci ha chiamato un geometra di Genova che faceva il coordinatore della sicurezza: ci ha chiesto il modello che serviva a lui e non trovava sull’app”, racconta Marco.

“Non lo trovava perché non c’era: avevamo pensato solo al direttore lavori. Giulio si è chiuso per due giorni e ha fatto lo sviluppo. I geometri Baldoni e Tasso di Genova sono stati tra i nostri primi clienti e lo sono ancora”.

I numeri di myAedes

I clienti di myAedes adesso sono circa 500, solo in Italia. Ma il numero che mostra il successo della startup è quello dei documenti caricati, dal giornale dei lavori ai verbali di sopralluogo e di sicurezza: erano tremila nel giugno 2022, hanno superato i 10mila a fine 2022 e poi ci sono oltre 300mila foto. Questo significa che l’app viene utilizzata sempre di più.

“Quello che colpisce è che il nostro prodotto può servire al singolo professionista come alla grande impresa, un cantiere va gestito allo stesso modo”, spiega Marco. “Rispondiamo all’esigenza di chi fino a oggi ha lavorato sulla carta e vuole essere più efficiente, più rispettoso delle norme e più trasparente grazie al digitale.”

Le costruzioni e l’innovazione

Il mercato delle costruzioni in Italia è molto frammentato: secondo l’Ance, che è l’associazione di categoria, ci sono poco meno di 500mila imprese (497.709) e l’89% ha ricavi inferiori ai 500mila euro l’anno. Solo 497 superano i 20 milioni di fatturato. “Il profitto medio di un cantiere è molto basso, quindi è difficile permettersi i rischi dell’innovazione”, commenta Marco.

“A questo mercato devi proporre un ritorno immediato, qualcosa che permetta al cliente di far risparmiare subito, riducendo costi e ritardi”. Con l’innovazione si può. Viene chiamata proptech l’applicazione delle tecnologie digitali al settore delle costruzioni e all’immobiliare, un settore in crescita anche in Italia che pure resta ancora indietro rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna.

Nel 2018 l’Italian ProptechMonitor del Politecnico di Milano contava 43 startup, adesso sono 273 e solo nel 2022 sono aumentate del 33%. L’area in maggiore sviluppo è il contech, le tecnologie per le costruzioni, quella in cui opera myAedes.

L’espansione

Con il passare del tempo e l’aumentare dello stress, Marco corre sempre di più (“Adesso sono quasi un mezzo maratoneta”): c’è da guidare il team (sei persone compresi i fondatori, che lavorano tutti da remoto com’è ormai frequente in molte giovani imprese) verso la scena internazionale. “myAedes è da qualche mese in Germania e Spagna dove abbiamo già clienti con lo stesso prodotto, tradotto e senza alcun adattamento alle esigenze locali.

C’è quindi grande possibilità di sviluppo. E poi dobbiamo lavorare per acquisire clienti più grandi, imprese che possono poi portare il digitale a tutti i subappaltatori”. La concorrenza? “Solo internazionale, con prodotti complessi pensati per le grande aziende. Nessuno ha pensato ai professionisti. Purtroppo in Italia siamo soli e questo non aiuta perché, se devi portare la cultura del digitale in un settore e sei solo, fai più fatica”.

uese italia
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@forbes

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