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Quell’app e quel selfie di troppo: il cyber-marketing condiziona le nostre scelte

todaySettembre 13, 2023

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Quell’app e quel selfie di troppo: il cyber-marketing condiziona le nostre scelte

Quell’app e quel selfie di troppo: il cyber-marketing condiziona le nostre scelte.   Usare un qualsiasi tipo di device permette alla rete informatica di acquisire dati sufficienti a orientare i nostri acquisti e le nostre possibili scelte di acquisto. L’Intelligenza artificiale, con i suoi algoritmi, permette poi di ordinarli secondo precise categorie sempre più raffinate. Per sottrarsi bisognerebbe diventare eremiti del nuovo Millennio. Parlano i massimi esperti del settore…

Pensateci un po’ su. Ma non troppo. In questa lunga e calda estate, quante app avete scaricato per voi o per i vostri figli. Magari per ingannare il tempo e passare in serenità le vacanze. O quanti selfie avete scattato e poi condiviso con parenti e amici per far vedere i luoghi che avete visitato. Tanti ed è normale. E ancora, quante ricerche avete fatto sui vari motori per cercare un buon ristorante o scegliere una meta del vostro viaggio. Numerose, soprattutto quando si è in ferie. Bene, la vostra attività sotto l’ombrellone o in cima a una montagna ha alimentato quello che gli esperti chiamano ormai cyber marketing. Un modo diverso, rispetto a soli 30 anni fa, per accumulare dati e condizionare, in termini di acquisti, le scelte di noi consumatori.

“Un tempo -spiega Giuseppe Izzo, Ceo di Uese Italia spa, una delle principali realtà che si occupano, nel nostro Paese, di cybersicurezza – i venditori si munivano degli elenchi telefonici e, con un lavoro manuale, aggregavano per categoria i possibili acquirenti da contattare. Questo avveniva fino agli anni Novanta. 30 anni dopo, il mondo, dal punto di vista tecnologico, ha subito una vera e propria rivoluzione e gli elenchi telefonici si realizzano catturando dati sul web. Dati che poi l’Intelligenza artificiale lavora attraverso i suoi algoritmi per arrivare a un’aggregazione sempre più raffinata. Faccio un esempio: se sono appassionato di tennis, la mia attività su Internet o comunque sul mio smartphone fa capire che sono un possibile compratore di racchette o di materiale annesso. Ma non solo. gli algoritmi mi permettono di capire anche quali racchette voglio, con quale tipo di manico o di intelaiatura. Dove intendo procedere all’acquisto e persino quanto intendo spendere”.

Giuseppe Izzo -  "Digitalmentis" Fiera del Levante Bari
Giuseppe Izzo – “Digitalmentis” Fiera del Levante Bari

Il che consente al potenziale venditore di poter in qualche modo condizionare le nostre scelte. Persino stravolgere: “La profilazione -afferma Marco Armoni, uno dei massimi esperti in cybersicurezza – si orienta in due direzione: la prima è sostanzialmente una scommessa dettata dalla statistica, ovvero investire sulla probabilità che l’utente possa tenere un certo comportamento, mentre la seconda si basa sullo spingerlo a compiere l’azione desiderata invogliandolo inconsapevolmente, guidandolo, spingendo o manipolandone il comportamento. Esistono tre tipi di profilazione: generale, come fondamento di un processo, diciamo così, automatizzato e come fondamento di un processo esclusivamente automatizzato.

Quest’ultimo è vietato dal GDPR, il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali e, dunque, nel cosiddetto Cyber Marketing è necessario quanto meno fornire all’interessato un’informativa corretta ed esaustiva e ricordare che una campagna di retargeting, ad esempio,  può incidere significativamente su una persona se, per esempio, sfruttiamo le sue debolezze”.

marco Armoni
Marco Armoni

Fare attenzione resta però la prima regola: “Mettere su un’app come quelle che usiamo solitamente –  spiega Izzo – costa fra i 700 e gli 800mila euro, considerando che la gestione necessita di server molto potenti. É evidente allora che ci debba essere un ritorno economico, anche perché questo è un settore fiorente che, in termini di fatturato, cresce sempre di più. E il ritorno è appunto nei dati che si riescono a catturare in maniera legale ma assolutamente efficace. Un bagaglio informatico che permette di acquisire informazioni tali da poter imbastire un’importante campagna di marketing. Una campagna mirata e direzionata verso obiettivi che sono già recettivi a ciò che si propone. È il segno dei tempi e, per difendersi, occorrerebbe estraniarsi dal mondo, abbandonando qualsiasi tipo di device. Diventare insomma eremiti del nuovo Millennio”.

Scritto da: ester.cavallo


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